…“ Addomesticare” vuol dire “creare dei legami”.
<<…tu hai i capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…>>.
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:<< Per favore…addomesticami>>, disse…
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina: <<Ah!>> disse la volpe, <<…piangerò>>.
<<La colpa è tua >>, disse il piccolo principe,<<io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…>>
<<E’ vero>>, disse la volpe.
<<Ma piangerai!>> disse il piccolo principe.
<<E’ certo>> disse la volpe.
<<Ma allora che ci guadagni?>>
<<Ci guadagno>> disse la volpe <<il colore del grano…>>.
(Tratto da: “Il piccolo principe” di Antoine De Saint-Exupéry)
Per 12 anni il nostro Liar, (<< nome insolito per un cane!>>, mi sentivo dire spesso, ed io a spiegare che l’avevo scelto prima ancora che nascesse…era il titolo di una canzone dei Queen che a me piaceva molto e poi suonava proprio bene per il mio collie!) è vissuto libero e padrone nel suo giardino, proprio come un re, del resto con la sua criniera era veramente il nostro leoncino! Ciò che amava di più, e che ricordo con una malinconia che mi vena il cuore di lacrime, era correre in cerchio delineando il perimetro del giardino come un fulmine e proprio come fanno i pastori scozzesi quando radunano il gregge…
Devo ammettere che come cane da guardia era proprio una frana… Lui non perdeva tempo a ringhiare, a scoprire i denti minacciando chi si avvicinava, no! Lui amava pavoneggiarsi dietro al cancello, aspettando che i passanti si avvicinassero per accarezzarlo… Ciò che mi fa sorridere come Pierrot, quando penso a noi due, è quando lo facevo entrare in casa, nelle fredde mattine invernali, mentre mamma era a scuola ed io a studiare e lì, davanti al camino, sul divano, tutti e due ci facevamo compagnia: io cercavo di studiare, lui di convincermi a coccolarlo (facile capire chi aveva la meglio…), finché ci addormentavamo...
Tutto è successo all’improvviso.
Fino al 27 giugno stava bene e poi…non riusciva più ad alzarsi… il pelo troppo lungo aveva nascosto quelle piccole piaghe di cui non conoscevamo l’origine.
I veterinari a cui ci rivolgemmo azzardarono chi un cancro ai testicoli, perché gonfi e infiammati, chi una fantomatica malattia delle ossa… la cura era a base di antibiotici e disinfettante per la piaghe, di cui non riuscivano a capire la causa, intanto Liar peggiorava: sdraiato e incapace di muoversi, senza più voglia di mangiare e con un respiro sempre più flebile sembrava attendere solo la morte, mentre noi attoniti, sconvolti e ignari della sua malattia, non sapevamo cosa fare, anche perché nel nostro vocabolario(e a quanto pare non solo nel nostro…) non esisteva la parola Leishmaniosi! Tutti ci consigliavano di spedirlo al creatore con una dolce puntura, io ero tentata di mettere fine a quello strazio, ma i miei genitori si opposero, e li ringrazio per la scelta fatta e per quanto ho capito dopo … così decidemmo di lasciarlo nelle mani del suo Creatore…Pregammo molto in quel periodo, ricordavamo a Dio che era il suo cane prima di essere il nostro, Gli chiedevamo solo di stare vicino alla sua creatura, di non farlo soffrire… la mia ultima preghiera fu quella di avere un’opportunità, una sola, quella di mostrargli che l’amavo, di fare qualcosa per lui…e mi fu concessa!
Dopo 7 giorni di strazio Liar cominciò a riprendersi!
Ricordo ancora come, il rumore degli omogeneizzati che aprivo davanti a lui, gli faceva capire che era pronto il suo cibo preferito, così sollevava la testa, mi guardava, si leccava i baffi e aspettava…eravamo in perfetta sintonia: io gli mettevo il bavaglio, prendevo il cucchiaio e lo imboccavo, era diventato bravissimo a mangiare in quel modo!! 2 volte al giorno i miei genitori(i veri eroi della situazione…) gli disinfettavano le ferite, gliele fasciavano e lo giravano sull’altro fianco per evitare che le piaghe peggiorassero ulteriormente a causa della posizione.
Gioivamo ogni giorno, vedendo i piccoli progressi e credendolo in via di guarigione, dal momento che cominciava ad alzarsi da solo, a mangiare da solo, ma le piaghe non miglioravano, anzi…così decidemmo di portarlo da un terzo veterinario, che appena lo vide capì…incredulo che nessuno avesse compreso di che malattia si trattasse! Ci spiegò e noi stentammo a crederci, nessuno ce ne aveva mai parlato…Cominciammo la classica cura che però non aveva alcun effetto su di lui: le piaghe aumentavano, Liar non riusciva ad abbaiare, né a deglutire bene, nonostante continuasse a mangiare. Allora decisi che dovevo saperne di più su questa malattia, feci la mia ricerca e trovai ciò che cercavo: c’era un medicinale alternativo ed efficace! Mi rivolsi alla prima persona competente sul serio in merito, cioè la dott. Van Rossem e, grazie a lei, contattai la farmacia di Bressanone.
Sabato 18 agosto compilai il modulo, mi risposero tramite mail che avrei dovuto attendere una loro telefonata con cui mi avrebbero avvertito dell’autorizzazione ricevuta da Roma e che poi avrei potuto procedere al versamento per l’acquisto dell’impavido, ma da allora quelle porte che credevo aperte per Liar cominciarono a chiudersi…
Aspettammo per giorni la telefonata, finché il 22 agosto la farmacia ci contattò chiedendoci come mai non avessimo ancora effettuato il versamento! Sorpresi, gli ricordammo che gli iniziali accordi trasmessi via mail non erano quelli e che stavamo aspettando il loro consenso a procedere… si scusarono per il malinteso, quella era la vecchia procedura! Provvedemmo subito al versamento mentre Liar, a causa delle piaghe, non riusciva più a reggersi da solo e mangiava a fatica. Ci assicurarono che il pacco sarebbe arrivato il lunedì o il martedì, così mamma rimase barricata in casa attendendo il corriere: passò il lunedì e il martedì e il mercoledì, ma il corriere non arrivava, allora chiamammo la farmacia, che ci consigliò di chiamare i responsabili della consegna, detto fatto ebbe inizio 1 confusa sequenza di telefonate e una lotta estenuante perché il pacco, (che si trovava ad Arzano, a pochi km da noi…) ci venisse recapitato urgentemente, perché conteneva un medicinale…le scuse inventate per spiegare la vana attesa che si prolungava di giorno in giorno, furono tante e diverse: la consegna non era avvenuta per l’assenza dei destinatari (…mia madre ormai era piantonata in casa da giorni!)…non c’era il recapito…la strada non era esatta e, quindi introvabile…sul citofono non c’era il cognome……………….tutte balle! Ancora oggi non sappiamo perché dal 29 agosto in poi il pacco rimane in giacenza ad Arzano… Ci presero in giro fino a venerdì 31, quando ci fu detto che avremmo dovuto aspettare fino al lunedì per la consegna…
Insistemmo, ci alterammo e minacciammo denuncia se il pacco non ci fosse stato recapitato entro la giornata di venerdì, ma il rifiuto fu categorico.
Lunedì 3 settembre, alle 9.00 del mattino il corriere arrivò con facilità e precisione sotto casa, fui io in lacrime a ritirare il pacco, quel pacco così prezioso…così pieno di speranza, così indispensabile fino al giorno prima, diventato ormai vuoto, inutile…
Liar era morto il giorno prima, in seguito ad una crisi respiratoria.
Il dolore che proviamo è forte, la frustrazione è grande…ma ancora oggi siamo convinti che nonostante tutto ne è valsa la pena…
<<Il tuo pelo è color dell’oro. Il grano che è dorato mi farà pensare a te, e amerò il rumore del vento nel grano…>>.
Grazie Liar, perchè con te abbiamo guadagnato il colore del grano…
Per sempre tuoi Michela, Maria Carmela, Gaetano e Antonio.
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