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Scheda: LA STORIA DI LEO

Ciao a tutti,
sono Fabrizio e scrivo da Catania, zona con una Leishmaniosi endemica che colpisce anche il 75% dei nostri amici cani. La storia del mio Leo è quella di tanti cani abbandonati a se stessi. Leo è un pastore tedesco dolcissimo e intelligentissimo, che ho raccolto dalla strada il 20 dicembre 2005. Pur avendo un altro cane (Zara, un siberian husky), l'ho portato con me ed è stato amore a prima vista con tutti noi (io, mia moglie, Zara e i miei genitori). Ma purtroppo le storie non sempre sono a lieto fine, e insospettito da delle croste ai lati della bocca, ho preteso che il veterinario facesse il test della leishmania, che purtroppo ha dato esiti positivi.
Ho cominciato la terapia con allopurinolo e fluidoterapia per tenere a bada i valori renali, nel frattempo precipitati e da allora è un calvario continuo per lui e per noi che siamo costretti ad imbottirlo di farmaci. La cosa più grave è che a causa della leishmania Leo ha contratto la rickettsiosi e la erlichiosi, con titoli altissimi, malattie che ho cercato di debellare con bassado doxocicline. Poi ho letto su internet di Impavido e mi sono subito messo alla ricerca del farmaco che ho acquistato (n.b. in Germania, costa 730 euro cf. da 56 pz 50mg.) ieri è arrivato il pacco, (non mi vergogno di dire che non  potevo permettermelo, e ho rinunciato alle vacanze con molto piacere), ma Leo nel frattempo si è aggravato molto e adesso per me è un salto nel buio (impavido aggraverà la situazione renale già pesante? funzionerà?, etc. etc.). Ma comunque vada ho voglia di urlare ......Leo non mollare!!!!!!!

Dopo la terapia di miltefosine, Leo, che mi sembrava fosse più all'aldilà che non, adesso è pieno di vita, mangia ed ha ripreso subito peso (era ridotto uno scheletro).

Tra circa una settimana farò le analisi e l'elettroforesi, non mi voglio illudere troppo, ma è realtà che se non fosse stato per l'Impavido Leo sarebbe già morto. Speriamo bene.
Dalla fine della terapia Impavido è stato un continuo miglioramento delle sue condizioni, fino a riportarmelo come era prima, allegro giocoso con l'altra cagna, con appetito ed ingrassato. Anche le analisi successive hanno dato conforto, avendo ridotto la creatinina a 2, il titolo anticorpale leishmania 1:600 (l'unica cosa aumentata è l'azotemia). Però, dopo un mese dalla fine della terapia Leo, improvvisamente ha di nuovo la febbre e le zampe posteriori molto gonfie, ed un tremore continuo. Non so cosa fare. Il veterinario mi dice che probabilmente soffre di una patologia diversa dalla leishmania (cardiaca, non sa dirmi).
Comincio con il dire che non voglio assolutamente scoraggiare chi, come noi, intraprende un percorso di speranza come quella offertaci dall'impavido, ma purtroppo il mio Leo non ce l'ha fatta. Avevo toccato con mano un sogno, quello della guarigione, con miglioramenti sorprendenti, ma i reni del mio indimenticabile amico/figlio/compagno non ce l'hanno fatta.

Dopo tre settimane dalla fine della terapia la creatinina era scesa da 4 a 2 e l'azotemia era salita da 50 a 80.
Venerdì Leo era il ritratto della salute siamo andati a passeggio, mangiava come un lupo etc., ma da sabato ha cominciato a non mangiare e a stare male, ieri abbiamo fatto le analisi e abbiamo trovato la creatinina a 7,5 e l'azotemia a 150 con sospetta ulcera. Ho cominciato subito le flebo, il fortekor, etc, ma tutto inutile oramai era intossicato dal non funzionamento dei reni, e non faceva quasi più pipì. Insieme al mio veterinario abbiamo deciso per l'eutanasia e il mio Leo se ne e' andato come era venuto un anno fa esattamente. In un solo anno il rapporto che si era creato fra noi (compresa la mia famiglia, mia moglie e l'altro cane) era meraviglioso e oggi mi rimprovero solo di aver dato retta al cuore, di essermi innamorato di un amore impossibile, per un cane abbandonato proprio perchè malato. E sono disperato perchè la mia sfida è andata persa. Questo si aggiunge alla perdita appena un mese fa, di mio padre.

Un in bocca al lupo a tutti voi che leggerete questo mio sfogo, con l'augurio che presto si trovi un vaccino a questa maledetta malattia. Leo adesso riposa tranquillo nel mio giardino, e il suo ricordo mi accompagnerà per tutta la vita.