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  PER NON DIMENTICARE (7)
  LE NOSTRE STORIE (7)

 
Scheda: RACCONTI E TESTIMONIANZE
alcune testimonianze raccolte nel corso dei nostri primi 6 mesi di attività

Oggi è passato esattamente un anno da quando BELLA era in fin di vita per le complicazioni di una forma di leishmania che non rispondeva ad alcuna terapia. Stava talmente male, che non riusciva più a reggersi sulle zampe, né a sdraiarsi nella cuccia. Doveva rimanere stesa ed allungata  per terra, perchè il suo corpo era talmente gonfio da non permetterle alcuna compressione. Respirava a fatica per un embolia polmonare con versamento d'acqua nei polmoni ed aveva costantemente la febbre sopra i 40 a causa di un’infezione renale; tutte complicazioni della malattia, sfuggita al controllo. Avevo paura che non superasse la notte e la prendevo a dormire con me accanto al mio letto. Tuttora ha tenuto quel vizio, ed ogni sera si trova già pronta sul tappeto, accanto al letto, e quando arrivo butta lo sguardo verso il letto. Capisco cosa vuole dire e non resisto alla sua domanda di potersi sdraiare accanto a me per una porzione di coccole" extra". Per tutto l'anno ho seguito l'odissea di tanti cani e padroni, nel loro disperato tentativo di salvare la vita all’animale dopo che ogni terapia aveva fallito.

Oggi volevo ricordare tutti questi cani ed i loro padroni.              I cani hanno lottato per sopravvivere, molti di loro ce l'hanno fattoa e stanno bene, purtroppo qualcuno è arrivato troppo tardi ed aveva i reni già troppo compromessi, se n'è andato; spero verso un qualche paradiso per cani. I padroni erano disposti a tutto pur di salvare la vita al loro amico a quattro zampe. Sono stata colpita dal grande amore dimostrato da tante persone verso  il loro cane. Questa dimostrazione d'amore e fedeltà reciproca rimargina un po’ l'amarezza della realtà dell'abbandono, dei maltrattamenti e dei canili lager. Tre questi padroni, modelli, anche molti ragazzi, che mettevano insieme tutti i loro soldi per acquistare quel farmaco tanto costoso, e non esitavano a salire in macchina e farsi mille chilometri ,senza perdere un giorno di tempo. Ragazzi del Sud, molti dalla Sardegna(tra i quali il ragazzo che racconta l'odissea per salvare i suoi 2 pastori maremmani). Spesso avevo puntato il dito contro il Sud, come la zona d'Italia dove l'abbandono, il maltrattamento, la mancanza di rispetto verso il cane era maggiore ed ho potuto costatare che a volte la mia condanna generalizzata era ingiusta, perchè ho scoperto gente con un cuore veramente molto grande. Ho dovuto anche rivedere la mia sfiducia verso i ragazzi. Spesso, quando trovavo un cane abbandonato, nella ricerca di un nuovo padrone affidabile per lui escludevo i giovani, perchè temevo che forse non erano abbastanza maturi per una responsabilità verso la vita di un animale, che aveva già sofferto tanto. Riconosco che ho sbagliato nella mia valutazione, perchè mi hanno dimostrato tanta determinazione.                                                                                                                          Le persone disposte a fare tutto pur di salvare la vita al cane non erano sempre i padrini del cane stesso. Ho assistito a più casi, dove qualcuno ha fatto miracoli economici e chilometrici per un cane trovato per strada!! O per un cane che vive in un canile.                                                Come ESMERALDA, segugia abbandonata in provincia di Pisa. Monica ha capito subito che qualcosa non andava in Esmeralda. Ha fatto fare le analisi e si scopriva che soffriva di leishmania conclamata. Ha iniziato a somministrarle il glucantim, ma era subito chiaro che non reggeva il farmaco. Monica non ha esitato, anche se Esmeralda era a casa sua da poche settimane. Ha comprato la miltefosine e quando mi ha contattato lo stava già somministrando. Esmeralda è stata molto fortunata. Non ha avuto alcun effetto collaterale, nemmeno un accenno di vomito. E’ veramente rinata, sta bene ed ha una nuova famiglia che le vuole bene.

Speravamo lo stesso per il povero Samuel. Anche lui aveva trovato una nuova famiglia nel Nord Italia, che era andata a prenderlo a Napoli in un canile per cani maltrattati. La sua situazione è subito precipitata e nel giro di 24 ore si sono procurati la miltefosine, percorrendo altre centinai di chilometri. Una corsa contro il tempo, purtroppo finita male, perchè Samuel aveva già un insufficienza renale gravissima. Dopo 3 giorni è subentrata una complicazione fatale e Samuel ha chiuso gli occhi, con lui la vita non è stata clemente.                                                              Anche "NESSUNO"ha fatto una vita da strada a Napoli. Un giorno venne azzannato da un pittbul e raccolto in fin di vita da un signore con un cuore molto grande, che ha altri 3 cani e qualche cavallo salvato dalla strada e dal macello. Nessuno guarisce, e tra lui e suo salvatore nasce un legame eccezionale. Poi, dopo pochi mesi le cose vanno male, Nessuno non sta bene, si è ammalato di erlichia e leishmania. Peggiora, non sopporta la terapia con tetraciclina per l'erlichia, nè con glucantim per la leishmania. Il suo nuovo amico lo cura con un altro farmaco per l'erlichia e reagisce molto bene, ma la leishmania avanza. Ha un alopecia con piaga sulla schiena e piaghe sulle zampe. Un anemia spettacolare lo indebolisce e si teme per sua vita. Il suo nuovo amico rimedia velocemente la miltefosine e non bada a né spese nè fatiche, cerca i veterinari migliori per seguire il cane...Un più accurato esame del sangue indica però che l'anemia è dovuta ad un processo autoimmuno, una probabile complicazione grave della leishmania, per la quale nessuno produce anticorpi contro i propri globuli rossi. Le speranze si indeboliscono, ma nonostante il consiglio del veterinario di procedere all’ eutanasia, il suo nuovo grande amico non vuole nemmeno sentire questa soluzione. Guarda gli occhi di Nessuno e le feste che gli fa quando rientra da casa. Tenterà di tutto per salvargli la vita una seconda volta. Da una settimana Nessuno prende le pastiglie di miltefosine e  speriamo  veramente che anche per lui possa succedere un miracolo.

 La prima cagna trattata con miltefosine, dopo la guarigione di Bella, è stata un pastore tedesco, Jenny, in condizioni ancora buone. Ha fatto la terapia senza problemi e il male si è negativizzato, tuttora sta bene .

Poi arrivò la lettera disperata per ARES, un bassotto che aveva perso da poco il suo padrone, al quale era tanto fedele, ed era troppo prezioso per sua padrona, vedova. Ares aveva già fatto cicli di glucantim nel passato, ma dopo un po’ non avevano più alcun effetto e la situazione era molto grave. Ares soffriva anche di erlichia, in cura, ma era la spaventosa splenomegalia( ingrossamento della milza) e l'anemia grave a far temere per sua vita. Di giorno in giorno perdeva vitalità , arrendendosi alla malattia. In un giorno di forte nevicata, la miltefosine arrivò a casa sua, e si iniziò la corsa verso la speranza. Non aveva effetti collaterali , sopportava bene il farmaco e dopo un paio di settimane sembrava stare meglio, la pelle cambiava aspetto, era più vivace e a fine terapia Ares era tornato quasi in forma, con grande gioia della sua padrona. La splenomegalia è tuttora presente, ma meno grave. Purtroppo le analisi di controllo, in contrasto con il grande miglioramento clinico, non erano buone e persisteva l'anemia e quindi l'ansia. Si fece fare un prelievo di midollo osseo per capire quale era la situazione. Risultava, che il midollo era in gran parte distrutto, ma aveva aree di ripresa e purtroppo era presente anche qualche protozoo immaturo di leishmania. Era primavera. A fine estate la padrona di Ares mi chiamò per dire che il bassotto  aveva passato un estate bellissima, giocando con i nipotini. La milza si era lentamente ridimensionata al volume normale  e, dall'ultimo esame di sangue fatto in settembre, i valori risultavano quasi completamente nella norma. Auguriamo lunga vita felice al nostro piccolo bassotto ARES.

 Un giorno di inizio estate una mia collega mi scrive:     

 "La mia cagnolina, MIKI, ha 4 anni e pesa 40 Kg.                                                                               Essendo intollerante al Glucantim, ha praticato per 4 mesi lo Stomorgyl + Zyloric.
Premetto che ho ordinato Impavido . L'insufficienza renale provocata dal Glucantim è rientrata, i valori del sangue erano tutti nella norma, ad eccezione del tracciato elettroforetico che persisteva alterato (a orecchio di gatto) e a un elevato titolo 1:1800. Condizioni generali ottime. A distanza di 2 mesi dalla sospensione dello Stomorgyl, ha avuto una epistassi notevole, con abbondante perdita di sangue (giorno 22 Maggio). Adesso sta bene, mangia e beve regolarmente, ma ha le zampe posteriori che non riescono a sostenerla."

In seguito Miki fa altre emorragie nasali gravi ( complicazione della leishmania) che necessitano di una trasfusione di sangue. Quando Miki inizia la terapia con miltefosine è grave e per di più la miltefosine le provoca vomito e forte nausea. Per sostenerla, la collega usa un antiemetico , usato in chemioterapia e sembra che blocchi il vomito, ma non la nausea. Per fare mangiare Miki bisognava inventare le ricette  più impensabili. Infatti per 20 giorni va vanti con un menu unico: panini al gelato! Ce la fa , supera i 28 giorni e sta meglio, anzi molto meglio. L'emorragia è cessata e le zampe posteriori non fanno più male. La sua padrona mi racconta oggi che corre nel giardino senza più alcun problema. Tiene una confezione di miltefosine nell’ armadio, come un tesoro, una sicurezza per le ansie del dopo-leishmania. Le ansie del dopo leishmania sono molto comuni a noi padroni di cani che hanno percorso questa strada e lei non è certo l'unica a tenersi vicino quella sostanza chimica che ha salvato il suo cane...anch'io la tengo , ed anche la padrona di Jenny lo tiene. Ci sentiamo più tranquilli,e speriamo  di non arrivare mai più a situazioni disperate, come quelli vissute.

C'era anche Billy , cagnone tipo pastore tedesco.E’ stato salvato dal canile da una signora che lo adorava. Purtroppo quando ebbe conoscenza dell'esistenza della miltefosine, Billy, che non aveva reagito al glucantime, aveva sviluppato una forma neurologica di leishmania, con gravi attacchi di epilessia. La forma neurologica è la forma più grave e sembra non guaribile. Quando l’ animale è malato, difficilmente si crede che non possa più guarire e si tenta tutto. Le crisi epilettiche erano un tormento per il cane e la sua famiglia. Fecero centinai di chilometri per trovare la miltefosine. Sembrava che Billy andasse un  po’ meglio, si sospendeva la terapia per le crisi epilettiche , ma dopo 2 giorni una crisi estremamente grave portò via Billy , per la grande disperazione della sua famiglia. Spero che anche lui abbia un posticino in un paradiso per cani.

" La mia cagnetta non è grave, anzi sembrerebbe non malata".                                                                   Così mi scrive un signore e continua :" Sono due anni che subisce il ciclo di punture con glucantim, che oltre ad essere dolorose sono anche pericolose; l'ultima volta gli avevano quasi paralizzato le zampe ed ho dovuto interrompere la cura. Quest’ anno invece di procedere con il solito ciclo di punture mi sono deciso a risolvere la malattia utilizzando il Miltefosine. Dopo aver acquistato Impavido presso la Farmacia del Vaticano (a caro prezzo, più caro che in Germania), ho finalmente terminato il ciclo terapeutico e la mia cagnetta risulta ora NEGATIVA all'esame sulla Leishmaniosi."

Durante l'estate un ragazzo con 2 boxer malati di leishmania si dispera perchè SISU, la femmina non sopporta il glucantim. Purtroppo ha scoperto la malattia proprio a causa dell' inappetenza e del dimagrimento provocato da una grave insufficienza renale e il quadro clinico è già di prognosi grave. Quando si precipita un sabato sera a prendere della miltefosine, la boxerina ha già una creatinemia di 6 ed  uremia di 400!!!!! Nonostante questi valori assurdi la vitalità unica del boxer la fanno sembrare un cane che possa farcela. Corre, gioca, non abbandona mai le sue bottiglie di plastica, il suo  gioco preferito. Ma anche se la vitalità del boxer è grande , la povera SISU è deceduta al ultimo giorno della sua terapia. Nonostante le flebo , i valori renali continuavano a salire e l'uremia era arrivata ormai a 700. Sisu non ce l'ha fatta , ed ha lasciato solo suo fratello.

Nella stessa clinica dove Sisu era in terapia , era in cura un cane pastore tedesco, proveniente dalla Sicilia. Era in condizioni ancora  peggiori della povera  Sisu. Anche per lui il padrone non ha esitato ad attraversare l'Italia per dargli uno chance. Ha iniziato la terapia con la miltefosine, rimanendo ricoverato in clinica con infusione costante. Aveva una creatinemia di 7! Lui ha finito la terapia ed è potuto tornare in Sicilia. Ovviamente non da leone, ma come un cane con una notevole insufficienza renale, che però poteva fare la sua vita tranquilla. Non ho avuto altre sue notizie, spero che stia bene   


 Obelix:
"Taglia grande, 42 Kg, meticcio ma con nel DNA i geni del pastore della Garfagnana. Carattere affascinante: non è mai stato un cane sottomesso, di quelli che ti obbediscono a bacchetta, ha sempre avuto "le sue idee" e non si abbassa ad obbedire agli ordini di chiunque. Con lui ci vuole un po' di polso e di autorità. In gioventù era un po' uno spauracchio in famiglia, viste anche le sue dimensioni: nessuno aveva un controllo totale su di lui. Invecchiando ha messo la testa a posto, è molto più docile e affettuoso, anche se obbediente al 100% non lo sarà mai. Io con lui ho confidenza, mi sento ormai sicuro, non ci sono problemi, ma un po' di rispetto glielo porto sempre, non è come avere tra le mani uno di quei cagnetti che ti fanno sempre le feste e ti obbediscono a bacchetta. Lui è un lord, un po' viziato, che esige rispetto. Se sai come trattarlo, lui ti ripaga in una maniera che non ha pari: spesso mi sembra di avere a che fare con un animale dall'intelligenza incredibile e di essere un suo pari, una cosa molto diversa rispetto a tutti gli altri cani. Mi affascina molto questo cane.
Ormai ha una decina d'anni. E' stato curato una volta con il glucantim, ma ha mostrato subito di non sopportarlo, ebbe una crisi grave, sembrava che ci lasciasse le penne. Perse conoscenza e rimase sdraiato per terra. Poi si riprese, ma la cura fu sospesa. E' sempre andato avanti con le cure omeopatiche, che sembrano avere un loro effetto e comunque rallentare il decorso della malattia (anche su altri cani). Sappiamo però che il destino, andando avanti con l'omeopatia, è quello dell'insufficienza renale e della morte. Poi una nostra amica lesse su internet la storia di Bella......
Allora i primi contatti e la ricerca della miltefosine, seguita dalla delusione per i costi proibitivi e la paura di dover aspettare chissà quanto per poter aiutare Obelix, con il rischio di dover assistere impotenti alla sua morte.

Per fortuna Obelix è stato inserito nell’ esperimento con la miltefosine, inizialmente aveva problemi di vomito e nausea ma ora il problema del vomito  non c'è (almeno per adesso), rimane però il problema dell'inappetenza, ma è più un rifiuto del cane di prendere la dose: lui lo sa che nel pasto della mattina c'è qualcosa che gli dà fastidio e si rifiuta di prenderlo. Se invece gli diamo qualcosa di buono senza il farmaco, se lo divora in tre secondi. Purtroppo (o per fortuna) abbiamo a che fare con un cane veramente speciale, di intelligenza molto al di sopra della media, questo l'ho sempre saputo. Un cane "normale" trangugerebbe la sua razione senza fare troppe storie, credo.
Comunque ora va meglio, l'unica cosa è che ci vogliono tantissima pazienza e tanti stratagemmi per invogliarlo e mangiare la dose. Vedremo come andrà a finire, ma siamo molto fiduciosi che la storia sua e di tutti i cani malati sarà a lieto fine.

 
Salve, le mando le ultime notizie su Obelix.

Domenica 30 ha finito la terapia e ieri abbiamo fatto la visita  di controllo. In questi ultimi giorni abbiamo avuto le solite difficoltà a somministrare la dose a Obelix a causa dell'inappetenza, ma problemi di vomito non ce ne sono più stati.

Alla visita lo hanno trovato molto in forma! In effetti il cane, a parte l'inappetenza, è molto vitale e pieno di energie, è anche più festoso e bendisposto. Insomma, sta bene, sia di umore che di salute. In particolare, alla visita hanno notato una migliore condizione del pelo e soprattutto della pelle, che prima tendeva un po' a desquamarsi e quindi si vedeva un po' di forfora, che adesso non c'è più. Speriamo che siano segni della guarigione, ma solo tra un mese, quando sarà effettuato il prelievo di midollo, sapremo se la cura ha avuto effetto. Ieri intanto un altro cane iniziava la sperimentazione, un bel pitbull con la malattia in fase già avanzata, speriamo bene anche per lui. Ha preso proprio l'ultimo treno quel cane, perchè proprio ieri si chiudeva la sperimentazione. Ora non ci resta che attendere, che la sperimentazione abbia successo e che presto il farmaco sia messo in commercio (a prezzi accessibili!)."

Questa era la storia di Obelix raccontata dal padrone

 

 

 

 

"Ieri ho portato il mio cane, Charlie dai veterinari che fanno l'esperimento con miltefosine. Mi hanno detto che secondo loro il cane potrebbe partecipare alla sperimentazione e che i reni stanno bene ma i valori del fegato non sono tanto buoni. Ed è questo che mi preoccupa un po’. Sicuramente il medicinale non fa tanto bene al fegato e se questo ha già dei problemi!!! Comunque mi hanno dato delle pastiglie da dare per cinque giorni. Per quanto riguarda gli occhi loro ritengono probabile che si tratti di Leishmania, anche perchè hanno  fatto il test della cheratite secca che è risultato negativo. Siccome i valori della Leishmania sono piuttosto sotto controllo, ciò che veramente mi spinge a questo punto a voler intraprendere questa cura e non aspettare oltre è la paura che il cane diventi cieco. Fino a qualche settimana fa le assicuro che faceva angoscia guardargli gli occhi. Adesso quell'appannamento degli occhi gli è migliorato. Ma negli ultimi giorni stanno ritornando ad arrossarsi e i due veterinari affermano che l'uveite è evidente. Pesa circa 11 chili, ( si tratta di un meticcio probabilmente un incrocio fra un volpino e qualcos'altro). E' un cagnetto troppo affettuoso e vivace. Adesso comprerò delle crocchette light (che non gli appesantiscano il fegato). Fra un po’ di giorni tornerò dai veterinari per sapere qualcosa di più, ma come le ho detto ho qualche timore per il fegato. Le dico la verità: sono un po’ indeciso. Sa! mio figlio è figlio unico e il cane è con noi da quando mio figlio aveva 5 anni e ora ne ha quasi 13. Quindi per mio figlio è quasi come un fratello.

Ti scrivo per farti sapere che hanno accettato il mio cane Charlie nella sperimentazione del Miltefosine, e ovviamente questo lo devo prima di tutto a te. E' stata lunga ma alla fine è arrivato il fatidico giorno. Oggi gli ho dato il medicinale per la prima volta e non lo ha vomitato. Comunque mi hanno prescritto dei medicinali nel caso di vomito o diarrea. Ho cercato di fare una piccola polpetta con dentro un impasto di farina e Miltefosine. Giustamente mia moglie mi ha consigliato di usare formaggio grattugiato al posto della farina. Sono piuttosto contento per l'inizio della cura. Sai Charlie non so quanto potrebbe reggere ancora le gocce e l'antibiotico per gli occhi. E' necessario colpire la leishmania, sennò temo che rischi di diventare cieco. Come le ho già detto, grazie alle sue indicazioni il mio cane è attualmente in cura col Miltefosine e devo dire che non ho avuto bisogno di antiemetici poiché non sta avendo né diarrea né vomito. Comunque per adesso ho l'impressione che l'orecchio di Charlie (che io uso come indicatore della malattia) stia migliorando.

 

 Il mio cane Charlie sta un po’ meglio. Da poco ha finito la cura. Fra quindici giorni farà il prelievo finale di midollo che mi dirà qualcosa di più preciso sulla malattia. Gli occhi mi sembra stiano un po’ meglio. Comunque, una cosa è certa. Il cane almeno apparentemente sta benone e quindi tutti questi danni al fegato non li dovrebbe aver avuti. Quindi alla fine tutte le apprensioni di cui si parlava nel sito leishmania.org erano esagerate. Sull'orecchio ancora non è ricresciuto tutto il pelo ma questo potrebbe essere anche dovuto al fatto che bene o male ha fatto sempre una chemioterapia. Insomma, io posso solo ringraziarla perchè fino ad ora i suoi consigli hanno avuto solo effetti benefici fisicamente sul mio cane e psicologicamente su di me. La ringrazio ancora di quello che ha fatto. Ritengo in fin dei conti che se anche Charlie non fosse guarito totalmente questa cura gli ha fatto solo bene e gli ha procurato probabilmente molti meno danni del glucantim."

Queste storie sono solo alcune, quelle che ho seguito da vicino. Spero che possano essere seguite di tante altre storie a lieto fine.