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Scheda: DULCINEA
tutti potevano avere bisogno di lei

 

 

Dulcinea, la nostra rottweiler, è entrata nella nostra vita il 09/12/2001 con tutta la sua vitalità,la sua bellezza e la sua dolcezza.

Era un turbine e da brava cucciola né combinava di tutti i colori, ma è entrata nella nostra casa non solo come membro della nostra famiglia e compagna di giochi dei nostri due bimbi ma anche per diventare una unità cinofila da soccorso su macerie della Protezione Civile di Curtarolo (PD).

Sono stati tre anni talmente intensi, pieni di aneddoti, di nasi umidi e leccatine che ci potremmo scrivere un libro e qui purtroppo racconteremo solo la sua fine.

Tutto è cominciato il 07/01 di quest’anno:

io e Umberto (mio marito e suo compagno di lavoro) abbiamo notato che zoppicava quindi siamo andati presso lo studio veterinario per un controllo di routine in quanto la sua salute sino a quel momento era sempre stata ottima.

Sembra esclusivamente un mal di gola e quindi abbiamo effettuato un ciclo di tre iniezioni di antibiotico secondo le modalità dettateci.

Qualche giorno dopo, visto che la zoppia era passata e lei era in forma come al solito, ci siamo recati presso il campo U.C.I.S. (unità cinofile italiane soccorso) nella zona di Brescia per l’allenamento mensile e tutto è andato bene: Dulcinea ha lavorato sempre con la sua solita bravura ed attenzione.

Purtroppo lei non stava affatto bene e qualche tempo dopo la fine della terapia si sono ripresentati gli stessi sintomi ma più accentuati e siamo corsi nuovamente dalla veterinaria perché non sembrava più lei.

E lì sono cominciati gli esami (e i guai) che hanno dato come primo esito l’infezione da rickettsia e che abbiamo immediatamente iniziato a curare con l’antibiotico adatto e terapie con flebo, ma purtroppo la LEISHMANIA nonostante il primo test negativo continuava la sua azione devastante.

La febbre alta (siamo arrivati ad avere 41°) non se ne andava quindi la veterinaria ha effettuato un controllo dell’elettroforesi, perché il titolo per la leishmania controllato per ben due volte era sempre negativo poiché evidentemente troppo basso per essere riscontrato dai test, ed ha faxato tale risultato ad un suo collega ferrato in questa malattia che le ha confermato che purtroppo era uno di quei casi con titoli anticorpali bassi ma esiti nefasti.

Abbiamo immediatamente cominciato la terapia con il Glucantime che però non ha assolutamente portato benefici e di giorno in giorno vedevamo tutta la sua forza scemare lentamente nonostante le flebo e le varie terapie di supporto e sono apparirsi i veri e vari segni della malattia: le escoriazioni da cui perdeva sangue, la forfora, le vescicole in bocca…..

Dulcinea parlava con i suoi meravigliosi occhi è ci diceva che la malattia non si fermava tanto che negli ultimi giorni eravamo costretti a sostenerla fisicamente quando aveva la pipì da fare, a darle quel poco che mangiava con le mani e a portarla in braccio nei vari trasferimenti e lei sopportava con estrema dignità la sua agonia senza alcun lamento.

Le è stata pratica anche una trasfusione per vedere se le tornava un po’ di forza per contrastare la malattia ma purtroppo il 26/02 alle ore 18.00 ed a soli 3 anni e 5 mesi di vita ci ha lasciato: era come al solito presso la studio veterinario per la terapia in flebo e quando siamo arrivati abbiamo visto che stava male, molto male, faceva fatica a respirare e subito ci siamo seduti vicini a lei e le continuavamo a dire che sarebbe andato tutto bene che tutto sarebbe passato e lei è morta lì con noi tra le nostre carezze, le nostre lacrime e la nostra disperazione.

Ha voluto aspettare il nostro arrivo per chiudere i suoi meravigliosi occhi per sempre insieme a noi, i suoi compagni di vita.

La cosa che ci rattrista di più è che verso la fine abbiamo scoperto, grazie alla Dott Ann Vanrossem, che è stata così gentile da darci informazioni più che dettagliate in merito, che esiste un farmaco che avrebbe potuto salvarle la vita e che sicuramente avremmo acquistato se i tempi per l’approvvigionamento fossero stati più brevi, anche se il costo è proibitivo.

Speriamo che questa nostra testimonianza possa aiutare nelle decisioni gli organi competenti per permettere che la sperimentazione di una terapia alternativa per la cura della leishmania abbia inizio in tempi brevi perché Dulcinea non era importante solo per la nostra famiglia ma per tutta la comunità e ci sono tanti altri cani altrettanto importanti che nè hanno bisogno in questo momento.

Federica Umberto Stefano e Andrea Regazzo.