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Regina.
Per la maggior parte delle persone, questa parola evoca l’immagine di qualche signora, in là con gli anni, ricoperta di ori e preziosi vari con in testa una bella corona luccicante!
Ma per una famiglia di Cagliari riporta alla memoria un angelo, un dolce angelo che ha regalato loro un nuovo amore e nuove emozioni che prima del suo arrivo non pensavano di provare.
Non starò qui a raccontarvi tutti i nostri ricordi di Regina (e vi risparmio molte carie!) perché non saprei né da dove cominciare né quando finire, ma chi legge queste righe ha idea di cosa sto parlando!
Regina era un pastore tedesco nero focato di circa 45 kg e avrebbe dovuto compiere 7 anni il 2 marzo.Compagna inseparabile di mia madre, Graziella, per 6 anni e mezzo ha goduto di ottima salute, fino a che un giorno un pappatacio infetto l’ha punta. La puntura di pappatacio è uno dei principali veicoli di trasmissione del virus chiamato”LEISHMANIOSI”.
Da qui è iniziata la brutta avventura. I sintomi erano i più “classici”: crescita abnorme delle unghie, inappetenza, dimagrimento esagerato, senso di svogliatezza, e così via.
Subito il veterinario, viste le analisi, ha prescritto la terapia tampone che ha, in prima battuta, stabilizzato le condizioni di Regina.
Ma ben presto la situazione è precipitata: la Leishmania era viscerale, e i danni erano estesi anche al livello epatico e, successivamente, renale.
Interrotte le terapie per la leishmania abbiamo concentrato gli sforzi per arrestare il peggioramento repentino dell’insufficienza renale, che aveva fatto precipitare la situazione clinica catastroficamente: per capirci la creatinina era salita a 5 e l’urea era schizzata a 180…
Ma le flebo non miglioravano la situazione. Nel frattempo Regina seguiva la terapia per circa 12 ore al giorno in day hospital sotto il costante controllo dei veterinari della clinica che tenevano sempre aggiornata la situazione degli esami vari. Ma sembrava che a nulla servissero tutti i nostri sforzi. Regina peggiorava dal giorno alla sera, non riusciva quasi più a salire in macchina da sola e gli esami parlavano chiaro: creatinina 7.5, urea oltre 300. I vomiti erano sempre più frequenti, la dissenteria era diventata costante e l’inappetenza ormai totale. I veterinari (sia quello di famiglia che quelli della clinica) dicevano che non c’era più speranza. Ma non volevamo arrenderci, non volevamo credere che non ci fosse ancora qualche carta da giocare. Come si dice, la speranza è l’ultima a morire… Infatti, cercando cercando, sono venuto a conoscenza di un nuovo farmaco, ancora in via di sperimentazione, che dà risultati incredibili: uccide il protozoo della Leishmania!
La testimonianza della dott.sa Van Rossem e Bella aveva acceso in noi una nuova e concreta speranza. Il farmaco si chiama IMPAVIDO e il principio attivo e il MILTEFOSINE. Subito sono partite le ricerche e, trovato l’escamotage, saremmo entrati in possesso del farmaco nel giro di 5 \ 6 giorni, ma sapevamo che erano troppi e che Regina avrebbe potuto non farcela. Eravamo in preda allo sconforto perché l’unico aiuto reale per i reni di Regina sarebbe stata la dialisi, aiuto che avrebbe permesso ai suoi reni di funzionare fino all’arrivo del farmaco e magari per tutta la durata della terapia; ma i veterinari di Cagliari sostenevano che non esisteva dialisi per i cani.
Sbagliato.
Una mia amica brasiliana mi ha detto che in Brasile esistono dei centri specializzati in dialisi canina. Allora la domanda: se esistono in Brasile, esisteranno anche in Italia?
Infatti in poco tempo scopro che a Moncalieri (in provincia di Torino) esiste una clinica (peraltro molto nota) che fa proprio dialisi! Incredibile….
La mattina dopo prendo il primo aereo con Regina per Torino ma al nostro arrivo in clinica la situazione era disperata. Il primario mi aveva messo di fronte a una realtà dai possibili risvolti molto drammatici e poco incoraggianti. Era necessaria una biopsia renale per capire effettivamente se l’entità del danno ai reni rendeva inutile qualsiasi tentativo, compresa la dialisi.
Ma non c’era tempo.
Dopo mezza giornata di esami di ogni genere, subito inizia la dialisi con l’obiettivo di stabilizzare le condizioni di Regina.
Credetemi, sapevo che tutto quello che facevamo era per il bene di Regina, ma non potevo sopportare di vederla così …tormentata. Per la cronaca la dialisi per i cani ha una prassi un po’ diversa da quella per gli umani: devono subire un piccolo intervento chirurgico dove viene inserito un catetere che va dalla giugulare e che arriva fino al cuore.
Capite?
I valori di Regina dopo la prima dialisi erano effettivamente scesi parecchio.
Il giorno dopo, salutata Regina, sono tornato a Cagliari da mia madre e mio fratello Riccardo per aspettare il tanto sospirato MILTEFOSINE, e finalmente ricevo anche la telefonata della dott.sa Van Rossem che aveva appena letto la mail dove chiedevamo il suo aiuto. La telefonata ha rinnovato le nostre speranze grazie all’ottimismo e alle istruzioni della dottoressa.
Ma, mentre con mia madre e mio fratello preparavamo i bagagli per raggiungere Regina, arriva una chiamata da Torino. Era la clinica.
Regina aveva subito un crollo delle piastrine e insieme ai reni non funzionava più né fegato né intestino. Avrebbe potuto non superare la notte. Una notte che non finiva mai aspettando le prime luci del giorno che avrebbero accompagnato mia madre e Riccardo dalla sua piccola Regina.
Ci credevamo ancora.
Io avrei aspettato a Cagliari l’arrivo del MILTEFOSINE, che avrebbe riportato Regina a casa sana e salva nel giro di poche settimane. A volte, però bisogna guardare in faccia la triste realtà e capire quando hai perso la tua battaglia. E a volte per fartelo capire, è necessaria una di quelle telefonate che ti disarmano completamente, che ti tolgono il fiato.
Mia madre stava aspettando, con Riccardo, l’imbarco del loro volo, aggrappata, carica di fiducia, a quel brandello di speranza che le era rimasto.
Vedermi arrivare con in mano la mia carta d’imbarco e gli occhiali da sole appannati le ha strappato via anche quell’ultimo pezzetto di speranza.
Regina era entrata in coma irreversibile e sarebbe andata via 45 minuti prima del nostro arrivo in clinica.
Regina ora è solo parte dei nostri ricordi, ma ho raccontato la sua storia perché vorremmo che la sua morte non sia stata inutile.
Pochi sanno che in Italia c’è una clinica che fa la dialisi per cani, e la clinica non può pubblicizzarlo perché la legge vieta a qualsiasi organo medico di farsi propaganda.
Meno ancora sanno che esiste un farmaco che può sconfiggere la Leishmania.
Noi abbiamo scoperto tutte queste cose troppo tardi (il farmaco l’ho trovato sulla mia scrivania al nostro ritorno da Moncalieri) ma vorremmo che tanti cani con i relativi padroni sapessero che c’è una possibilità concreta di prendere in mano la malattia prima che la situazione diventi irrecuperabile.
Devo dire che, ad oggi, sono strade molto costose da percorrere e che, mi rendo conto, non tutti possono permettersi. Il MILTEFOSINE ha dei prezzi ancora proibitivi e un iter molto farraginoso per poterne entrare in possesso. Ancora più proibitivi sono i costi per la dialisi (con relativo ricovero per chi deve viaggiare).
Noi siamo convinti che la vita di Regina non avesse prezzo.
Chi non si sente dire altro che :”NON C’E’ PIU’ NIENTE DA FARE…” , sappia che non sempre è del tutto vero. Basta avere fiducia e caparbietà e, muovendosi per tempo, si può regalare una chance in più al proprio MIGLIORE AMICO.
Per chi volesse saperne di più, questo sito sicuramente sarà un aiuto concreto.
Un grazie speciale ad Anneke. Si è dimostrata una persona dal cuore veramente nobile e una nuova e preziosa amicizia (molto rara ai giorni d’oggi).
Un augurio a tutti i cani, belli o brutti, di razza pura o fantasia, giovani e meno giovani, che hanno una famiglia o orfani e a tutti coloro che li amano almeno una piccola parte di come loro amano noi.
Un pensiero al nostro piccolo angelo che ci ha dato tanto amore e che ora veglia su di noi.
Ciao piccola Regina. Ci vedremo presto.
Francesco, Graziella e Riccardo ( abbeyvillage@msn.com ) |